Per essere la fonte del tuo benessere non puoi dipendere esclusivamente da ciò che accade all’esterno.
Questo non significa che tu possa vivere ignorando il lavoro, le relazioni, il denaro, la salute o le difficoltà quotidiane.
La vita richiede azioni concrete.
Ma se vuoi costruire una felicità più stabile, devi iniziare da ciò che ti accompagna in ogni istante: il tuo corpo e la tua mente.
In un certo senso, il tuo avatar.
Immagina, per un momento, che la tua vita sia un videogioco.
Tu hai il joystick tra le mani.
Come condurresti la partita?
Se la tua vita fosse un videogioco
Il funzionamento sarebbe apparentemente semplice.
Tu sei il giocatore.
Il joystick rappresenta la tua mente.
Il personaggio che si muove sullo schermo rappresenta il tuo corpo.
Il giocatore utilizza il joystick per guidare il personaggio.
Tradotto nella vita:
l’anima dirige la mente e la mente fa agire il corpo.
Vista da fuori, la tua anima cercherebbe di ottenere il massimo da quella partita.
Non si accontenterebbe della “paghetta mensile”.
Cercherebbe il bottino pieno: un benessere capace di coinvolgere ciò che fai, ciò che provi e ciò che sei.
Naturalmente dovrebbe affrontare difficoltà, imprevisti, avversari e livelli apparentemente impossibili.
Ma sarebbe il giocatore a dirigere il joystick, non il contrario.
Ed è qui che la metafora diventa importante.
Perché nella vita reale non è affatto scontato che sia tu a guidare la tua mente.
A volte sono la paura, le abitudini e i condizionamenti a prendere il controllo dei comandi.
Chi sta dirigendo il tuo joystick?
L’anima, intesa come la parte più autentica e consapevole di te, non può agire nel passato.
Non può intervenire direttamente nel futuro.
Può agire soltanto nel presente.
Pensaci bene, perché nella vita reale questo non è per niente scontato.
Il tuo corpo si trova nel presente, ma la tua mente può continuare a riprodurre una scena accaduta molti anni fa.
Oppure può anticipare continuamente un futuro che non esiste ancora.
Il personaggio è fermo davanti alla prossima sfida, mentre il joystick continua a rispondere ai comandi di una vecchia partita.
Se non ne sei consapevole, potresti credere di stare scegliendo liberamente quando, in realtà, stai soltanto ripetendo una reazione già appresa.
Essere presenti significa riprendere in mano i comandi.
Non vuol dire dimenticare ciò che è accaduto o smettere di progettare il futuro.
Significa utilizzare il passato per comprendere, il futuro per orientarti e il presente per agire.
Nel gioco l’esperienza ti migliora
C’è un altro passaggio tutt’altro che banale.
Nel videogioco utilizzi le esperienze delle partite precedenti per migliorare.
Ricordi il punto in cui hai sbagliato.
Modifichi il movimento.
Provi una strategia diversa.
Comprendi il comportamento dell’avversario e riparti con una consapevolezza maggiore.
I paradigmi, cioè gli schemi costruiti attraverso le esperienze passate, diventano informazioni utili.
Non servono ad abbatterti, ma a migliorare il modo in cui giochi.
Nella vita, invece, le esperienze passate diventano molto spesso un limite anziché una risorsa.
Un fallimento può trasformarsi nella convinzione di non essere capace.
Un rifiuto può diventare la paura di esporsi nuovamente.
Una critica può continuare a condizionare decisioni prese molti anni dopo.
Perché nel gioco le esperienze diventano risorse e nella vita possono trasformarsi in ostacoli?
Pensaci bene.
Che cosa accade quando fallisci?
Una possibile risposta riguarda il modo in cui percepiamo il rischio.
Che cosa succede in un videogioco se rischi e fallisci?
Arriva il professore di turno a bacchettarti?
Qualcuno ti fa entrare nella testa che il fallimento è soltanto un disastro e che presto arriverà il castigo?
Non credo.
Nel gioco osservi ciò che è accaduto e riprovi.
La nostra anima non si arrende.
Tenta e ritenta, anche mille volte, finché non riesce a superare quel livello.
La difficoltà non viene interpretata necessariamente come la prova della nostra incapacità. È semplicemente una parte della partita che non abbiamo ancora imparato a gestire.
Nella vita reale, invece, il fallimento può essere accompagnato dal giudizio, dalla vergogna e dal timore delle conseguenze.
Il rischio viene associato alla responsabilità.
E quando la responsabilità viene vissuta soltanto come possibilità di essere colpevolizzati, la mente — il joystick della realtà — si ferma.
Rimane immobile.
Poi torna sulla “strada vecchia”: quella conosciuta, apparentemente sicura, senza nuovi rischi e senza responsabilità da assumere.
Ma un videogioco affrontato in questo modo finirebbe presto.
Perché giocare senza muoversi non è giocare.
E vivere senza scegliere non è vivere.
Il passato è una condanna o un’esperienza di gioco?
Non possiamo cancellare ciò che abbiamo vissuto.
Possiamo però cambiare il modo in cui utilizziamo quell’esperienza.
Il passato può diventare una sentenza:
“Ho fallito, quindi fallirò ancora.”
“Mi hanno rifiutato, quindi non devo più espormi.”
“Ho sofferto, quindi ogni cambiamento è pericoloso.”
Oppure può diventare un’esperienza di gioco:
“Questa strategia non ha funzionato.”
“C’è qualcosa che devo comprendere meglio.”
“Posso prepararmi diversamente e tentare ancora.”
L’esperienza rimane la stessa, ma cambia la funzione che assume nella tua vita.
In un caso ti blocca.
Nell’altro ti offre nuove informazioni per affrontare il livello successivo.
Questa trasformazione non avviene fingendo che il dolore non sia mai esistito.
Avviene quando smetti di permettere a quell’esperienza di tenere il joystick al posto tuo.
Essere la fonte del proprio benessere
Essere la fonte del proprio benessere non significa bastare sempre a se stessi.
Non significa rifiutare l’aiuto, vivere isolati o pensare di poter controllare qualsiasi cosa.
in certi casi, abbiamo bisogno degli altri.
Abbiamo bisogno di relazioni, opportunità e condizioni esterne che rendano possibile la nostra crescita.
Ma c’è una differenza profonda tra ricevere benessere anche dall’esterno e affidare completamente all’esterno il potere di stare bene.
Se la tua serenità dipende sempre dalla risposta di qualcuno, dal riconoscimento che ricevi, dal denaro che possiedi o dal modo in cui gli altri ti giudicano, hai consegnato loro il joystick.
Essere la fonte del proprio benessere significa tornare a guidare ciò che dipende da te:
- il modo in cui interpreti ciò che accade;
- l’attenzione che dedichi al tuo corpo e alla tua mente;
- le scelte che compi nel presente;
- il significato che attribuisci alle esperienze;
- la direzione verso la quale decidi di muoverti.
Non puoi controllare tutto ciò che appare sullo schermo.
Puoi però imparare a scegliere come affrontarlo.
Vuoi soltanto far passare il tempo?
In questa metafora c’è gran parte del gioco della vita.
Non è facile, e voglio dirtelo con sincerità.
Ma neanche un gioco capace di coinvolgerti davvero lo è.
Se fosse completamente privo di ostacoli, probabilmente ti annoieresti.
La soddisfazione nasce proprio dal vedere il tuo personaggio avanzare, imparare e superare ciò che prima sembrava impossibile.
Dimmi la verità:
ti è venuta voglia di giocare con maggiore consapevolezza anche nella vita di tutti i giorni?
Di dirigere tu il joystick?
Di continuare ad avanzare anche quando incontri un ostacolo?
Di arrivare alla fine del gioco — della tua vita — con la soddisfazione di averla vissuta pienamente?
È anche per questo che ho realizzato il Metodo Come Funzioni®: per aiutarti a riconoscere chi o che cosa sta dirigendo oggi i tuoi comandi.
Non per offrirti una vita priva di difficoltà.
Non per giocare la partita al posto tuo.
Ma per aiutarti a riportare il joystick nelle mani del tuo vero io.
Perché la domanda più importante non è soltanto quanto durerà la partita.
La vera domanda è:
vuoi semplicemente far passare il tempo o vuoi godere pienamente della tua vita?
Dal Metodo Come Funzioni® a Mind Editor
Il Metodo Come Funzioni® nasce per aiutarti a riconoscere i condizionamenti, i paradigmi e gli automatismi che influenzano le tue scelte.
Il primo passaggio è la consapevolezza.
Perché non puoi modificare un comando automatico se ancora non riesci a riconoscerlo.
Dopo questa fase si inserisce Mind Editor, la parte operativa del Metodo Come Funzioni®.
Un percorso accompagnato da un manuale pratico, attraverso il quale puoi imparare a osservare i tuoi schemi mentali e a intervenire più consapevolmente sulla direzione delle tue azioni.
Il joystick rimane nelle tue mani.
Ma prima devi accorgerti di tutte le volte in cui hai permesso alla paura, al giudizio o alle esperienze passate di utilizzarlo al posto tuo.
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