Per comprendere il potere del focus, osserva attentamente l’immagine.

Riesci a individuare il maglione rosso?

La tua attenzione ha iniziato immediatamente ad attraversare la scena, individuando le persone che indossavano qualcosa di rosso.

Ma in quella stazione il rosso non era l’unico colore presente.

C’era anche il blu.

Avevi notato anche il maglione blu in mezzo a tutti gli altri colori?

Forse sì, ma quasi certamente non gli hai dedicato la stessa attenzione.

Non perché fosse nascosto o poco visibile.

Il blu era davanti ai tuoi occhi esattamente come il rosso.

Semplicemente, la tua mente non aveva ricevuto il compito di cercarlo.

Immagina adesso che il maglione rosso rappresenti il problema sul quale hai concentrato tutta la tua attenzione.

Il maglione blu, invece, rappresenta una possibile soluzione.

Erano entrambi davanti ai tuoi occhi.

Eppure, mentre cercavi il problema, la soluzione rischiava di rimanere sullo sfondo.

Non perché non esistesse, ma perché la tua mente non era stata orientata a riconoscerla.

È questo il potere del focus.

La capacità di dirigere l’attenzione verso ciò che, in un determinato momento, consideriamo importante.

Un meccanismo indispensabile, perché ci permette di selezionare le informazioni utili senza essere travolti da tutto ciò che accade intorno a noi.

Ma lo stesso meccanismo che ci aiuta a riconoscere ciò che stiamo cercando può impedirci di vedere tutto il resto.

Dove poni la tua attenzione?

Ogni giorno siamo circondati da un’enorme quantità di immagini, suoni, parole, persone e informazioni.

La mente non può elaborare tutto con la stessa intensità.

Deve selezionare ciò che, in quel momento, considera più importante.

Uno dei sistemi coinvolti in questo processo è conosciuto come SAR, Sistema di Attivazione Reticolare.

Semplificando, possiamo immaginarlo come parte di un sistema che contribuisce a indirizzare l’attenzione verso gli stimoli che la mente considera rilevanti.

Questo meccanismo può essere estremamente utile.

Ti permette di riconoscere una persona in mezzo alla folla.

Di individuare un’informazione importante.

Di non perdere di vista un obiettivo mentre intorno a te accadono molte altre cose.

Ma lo stesso meccanismo può anche metterti nei guai.

Perché il focus non evidenzia soltanto ciò che può aiutarti.

Può portare in primo piano anche tutto ciò che conferma le tue paure, i tuoi limiti e le tue convinzioni.

Il problema non è il focus

In molti libri che ho autografato ho scritto una dedica alla quale sono profondamente legato:

“Là dove poni l’attenzione, lì vivi la tua vita.”

Il focus non è un limite.

È una delle nostre risorse più potenti.

Quando scegli consapevolmente un obiettivo e concentri su di esso attenzione, tempo ed energia, aumenti la capacità di riconoscere la strada e di avanzare senza disperderti.

Il rischio nasce quando non sei più tu a scegliere il punto sul quale concentrarti.

Se la paura dirige continuamente il tuo sguardo verso i problemi, finirai per vivere dentro quei problemi.

Se osservi soltanto le soluzioni, negando rischi e difficoltà reali, potresti invece prendere decisioni poco lucide.

Prima allarghi lo sguardo per comprendere la situazione.

Poi scegli dove dirigere il focus per agire.

Quando un colore diventa l’intera stazione

Torniamo alla metafora della stazione.

Il rosso rappresenta il problema che in questo momento ti preoccupa maggiormente.

Una difficoltà economica.

Una relazione che non funziona.

Un progetto bloccato.

La paura di fallire, di perdere tempo o di prendere una decisione sbagliata.

Più la tua attenzione rimane concentrata su quel problema, più facilmente riconosce tutto ciò che potrebbe confermarlo.

Un ritardo diventa il segnale che qualcosa sta andando male.

Un messaggio senza risposta viene interpretato come un rifiuto.

Una critica sembra dimostrare che non sei abbastanza capace.

Un imprevisto diventa la conferma che non riuscirai a raggiungere il tuo obiettivo.

A un certo punto potresti convincerti che l’intera stazione sia di quel colore.

Il blu, nella nostra metafora, rappresenta invece una possibile soluzione.

Una persona che può aiutarti.

Un’alternativa che non avevi considerato.

Una competenza che puoi acquisire.

Una piccola azione dalla quale iniziare.

Il blu non cancella automaticamente il rosso.

La soluzione non rende inesistente il problema.

Ma continuare a osservare soltanto la difficoltà può impedirti di riconoscere ciò che è già presente davanti ai tuoi occhi.

Anche il focus positivo può ingannarti

Potremmo allora pensare che sia sufficiente concentrarsi sempre sulle opportunità.

Ma sarebbe un’altra semplificazione.

Quando consideri possibile un risultato, inizi più facilmente a riconoscere informazioni, persone e occasioni che possono avvicinarti.

Il focus, in questo caso, diventa un grande alleato.

Riduce la dispersione e permette alle tue energie di muoversi nella stessa direzione.

Ma se osservassi esclusivamente le opportunità, potresti ignorare un ostacolo reale, un rischio importante o un segnale che ti suggerisce di cambiare strategia.

Il problema non si risolve scegliendo ciecamente un colore e ignorando tutti gli altri.

Non dobbiamo convincerci che tutto sia positivo.

Dobbiamo imparare a vedere la stazione nel suo insieme, senza perdere di vista la direzione nella quale vogliamo andare.

Chi ha scelto il tuo focus?

La direzione della tua attenzione non nasce sempre da una decisione consapevole.

Viene influenzata dalle esperienze vissute, dall’ambiente nel quale sei cresciuto, dalle persone che frequenti e dalle convinzioni che hai costruito nel tempo.

Se hai imparato che ogni cambiamento è pericoloso, potresti notare prima i rischi delle opportunità.

Se sei stato criticato continuamente, potresti riconoscere immediatamente ogni possibile segnale di disapprovazione.

Se per molto tempo ti hanno ripetuto che non sei capace, potresti vedere con grande chiarezza ogni difficoltà e lasciare sullo sfondo le tue capacità.

Non perché quella sia tutta la realtà.

Ma perché è la parte di realtà che hai imparato a cercare.

È anche per questo che due persone possono vivere la stessa situazione e interpretarla in modi completamente differenti.

Una vede soltanto una strada interrotta.

L’altra, senza negare l’ostacolo, comincia a cercare un percorso alternativo.

La consapevolezza non elimina ciò che esiste

La consapevolezza non fa scomparire i problemi.

Non elimina i rischi e non trasforma automaticamente ogni difficoltà in un’opportunità.

Permette, però, di riconoscere dove si è bloccata la nostra attenzione.

Essere consapevoli non significa sapere tante cose.

Non significa essere intelligenti, leggere cento libri o pensare continuamente a se stessi.

Significa riuscire a osservare ciò che sta accadendo dentro e fuori di noi senza essere immediatamente trascinati dalla prima risposta automatica.

La consapevolezza non rende passivi.

Evita che sia l’automatismo a scegliere al posto nostro.

Quando riconosci il compito che la tua mente sta eseguendo, puoi allargare lo sguardo e verificare se stai osservando l’intera situazione oppure soltanto ciò che conferma la tua paura.

Puoi riconoscere le possibilità che avevi lasciato sullo sfondo.

Puoi distinguere la ricerca di una soluzione dalla continua ricerca di nuove prove del fatto che quella soluzione non esista.

Questo non cambia magicamente la realtà.

Può però cambiare il modo in cui la osservi e, di conseguenza, le decisioni che prenderai.

Dal Metodo Come Funzioni® a Mind Editor

Il Metodo Come Funzioni® nasce per aiutarti a riconoscere i condizionamenti, i paradigmi e gli automatismi che influenzano il tuo modo di interpretare ciò che accade.

Il primo passaggio è un percorso di consapevolezza.

Perché non puoi intervenire su un meccanismo che ancora non riesci a vedere.

Dopo questa fase si inserisce Mind Editor, la parte operativa del Metodo Come Funzioni®.

Mind Editor è un percorso accompagnato da un manuale pratico, attraverso il quale impari a riconoscere i filtri che orientano la tua mente e a intervenire più consapevolmente sulla direzione del tuo focus.

Nel manuale Mind Editor questo principio viene mostrato attraverso l’esperimento dei birilli rossi e blu.

In questo articolo lo abbiamo trasferito nella scena di una stazione affollata, per avvicinarlo ancora di più alle situazioni che viviamo ogni giorno.

Non per insegnarti a ignorare un colore e scegliere l’altro.

Ma per mostrarti quanto facilmente la mente possa confondere ciò che sta osservando con la totalità di ciò che esiste.

Il focus è uno strumento potente.

Può aiutarti a riconoscere la strada verso un traguardo.

Oppure può continuare a mostrarti soltanto conferme dei limiti che hai imparato ad accettare.

La domanda, allora, non è soltanto se il focus sia un alleato o un nemico.

La vera domanda è:

In questo momento, che cosa hai chiesto alla tua mente di cercare?

Hai sentito che questo articolo parlava anche di te?

Forse non è un caso.

Ogni giorno prendiamo decisioni senza renderci conto di quali convinzioni, paure e automatismi le stiano guidando.

Il Metodo Come Funzioni® nasce proprio per aiutarti a comprendere questi meccanismi e trasformarli in una nuova consapevolezza.

🎥 Se desideri fare il primo passo, puoi richiedere gratuitamente una Sessione di Consapevolezza di 60 minuti.

Durante l’incontro analizzeremo insieme alcuni dei principali condizionamenti che oggi influenzano le tue scelte.

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