Il problema non è essere coerenti. È essere allineati.

Quanto sei equilibrato e coerente?

La prima cosa che potrebbe venirti in mente è fare due conti veloci e rispondere:

“A volte sono coerente, altre volte no. Dipende dalle situazioni.”

È una risposta corretta.

Ma lo è soltanto a un livello superficiale.

Perché se andiamo un po’ più in profondità, la domanda cambia.

Sei mai stato veramente coerente ed equilibrato con tutto il tuo essere?

Non soltanto con quello che pensi.

Non soltanto con quello che fai.

Ma con tutto ciò che sei?

Probabilmente no.

E adesso ti spiego perché.

Pensare una cosa e farla non significa essere completamente allineati

Se pensi una cosa e poi la fai, normalmente diciamo che sei una persona coerente.

Hai un pensiero.

Lo trasformi in un comportamento.

Pensiero → azione.

Il passaggio sembra semplice e, in effetti, rappresenta già una forma di coerenza.

Ma quante parti di te abbiamo considerato?

Soltanto due.

Da una parte la mente razionale, quella che pensa, analizza, valuta e decide.

Dall’altra il corpo fisico, quello che esegue, agisce e manifesta attraverso i comportamenti ciò che hai deciso.

Ma nel frattempo abbiamo lasciato fuori qualcosa.

Anzi, abbiamo lasciato fuori due parti fondamentali.

La tua mente emozionale.

E il tuo spirito.

Ed è proprio qui che la domanda sulla coerenza comincia a diventare molto più interessante.

Quattro dimensioni, quattro parti del nostro essere

Nel percorso di consapevolezza che propongo, possiamo osservare l’essere umano attraverso quattro livelli.

L’energia spirituale, che rappresenta la nostra volontà più profonda.

L’energia mentale, che rappresenta il nostro pensiero.

L’energia astrale, che rappresenta il nostro mondo emozionale.

Il corpo fisico, attraverso il quale esprimiamo le nostre azioni e i nostri comportamenti.

Quattro livelli.

Quattro dimensioni.

Quattro parti del nostro essere che, pur manifestandosi in modi differenti, fanno parte della stessa persona.

Possiamo quindi parlare di quattro corpi che si integrano attraverso quattro dimensioni diverse.

E qui arriva una domanda ancora più importante:

quanto spesso queste quattro parti di noi stanno realmente andando nella stessa direzione?

Quando pensiero, emozione, volontà e azione si incontrano

Immagina di voler fare qualcosa.

La tua mente dice:

“È la cosa giusta.”

Ma dentro di te senti:

“Non me la sento.”

Una parte di te lo desidera.

Un’altra ha paura.

La tua mente ha già deciso.

Il tuo corpo, però, continua a rimandare.

E magari alla fine non fai nulla.

Se guardassi soltanto il rapporto tra pensiero e comportamento potresti dire:

“Non sono stato coerente.”

Ma forse la questione è più profonda.

Forse dentro di te c’erano più direzioni contemporaneamente.

E allora il problema non era semplicemente la coerenza.

Era l’allineamento.

Quanto sarebbe diversa la tua vita se riuscissi ad allinearti?

Allineare contemporaneamente queste quattro dimensioni, con consapevolezza, potrebbe rappresentare un cambiamento enorme nella nostra esperienza.

Non significa diventare perfetti.

Non significa riuscire sempre a far coincidere tutto.

E probabilmente non significa nemmeno raggiungere una condizione permanente di equilibrio.

Ma immagina soltanto cosa potrebbe cambiare se riuscissi ad avvicinarti a quella condizione.

Pensiero, emozione, volontà e azione che smettono di tirare in direzioni diverse e iniziano a collaborare.

A chi succede tutto questo?

A pochissime persone.

Perché quante persone conosci che dedicano realmente tempo a lavorare su queste quattro componenti del proprio essere?

Quante si occupano contemporaneamente di ciò che pensano, di ciò che provano, di ciò che vogliono nel profondo e di come agiscono?

Probabilmente molto poche.

Eppure forse l’hai già provato

È possibile farlo?

Se mi hai seguito negli articoli precedenti, probabilmente la risposta ce l’hai già.

E forse lo hai anche sperimentato.

Magari senza rendertene conto.

Anzi, è molto probabile che durante il tuo percorso di vita ti sia capitato più di una volta.

Ci sono stati momenti in cui ti sei sentito completamente dentro quello che stavi vivendo.

Spirito.

Pensiero.

Emozioni.

Corpo.

Tutto sembrava funzionare nella stessa direzione.

E in quei momenti ti sei sentito a mille.

Non perché fossi diventato improvvisamente una persona diversa.

Ma perché, per un periodo, qualcosa dentro di te aveva smesso di combattere contro qualcos’altro.

Quanto è durato?

Probabilmente poco.

Forse qualche ora.

Forse qualche giorno.

Forse qualche periodo particolare della tua vita.

Eppure, anche quando quella sensazione è terminata, i benefici continuavano a farsi sentire.

Non sarebbe fantastico poter avere accesso consapevolmente a tutto questo?

Esistono davvero i “super umani”?

Ci sono persone che sembrano riuscire a fare cose che per la maggior parte di noi appaiono fuori dalla normalità.

Persone con livelli di disciplina, presenza, controllo, consapevolezza e padronanza di sé estremamente elevati.

Pensiamo, per esempio, ai monaci tibetani, che spesso vengono associati a capacità e pratiche che ai nostri occhi sembrano quasi impossibili.

Ma forse c’è un modo diverso di guardare a tutto questo.

Forse non sono super umani.

Forse sono esseri umani che hanno sviluppato livelli di consapevolezza che noi, osservandoli dall’esterno, facciamo fatica persino a immaginare.

E anche se non riuscissimo mai ad allineare perfettamente queste quattro dimensioni…

quanto sarebbe importante per te riuscire semplicemente ad avvicinarti?

Il vero superpotere potrebbe essere essere umani

Forse quel “super potere” di cui hai sentito parlare e che attribuiamo ad alcune persone non consiste nell’essere qualcosa di diverso.

Forse consiste nell’avere una consapevolezza sufficientemente profonda da comprendere che essere umani è già qualcosa di straordinario.

Non esistono necessariamente dei “super umani”.

Esistono esseri umani che hanno imparato a conoscere meglio ciò che sono.

E forse il vero percorso non è diventare qualcun altro.

È scoprire quanto di te non hai ancora imparato a utilizzare consapevolmente.

Perché la consapevolezza arriva spesso quando stiamo male?

È quasi un paradosso.

Il desiderio di consapevolezza raramente arriva quando ci sentiamo completamente a nostro agio.

Molti di noi si accontentano quando le cose funzionano.

Quando tutto procede abbastanza bene, perché dovrei fermarmi?

Perché dovrei dedicare tempo a comprendere me stesso?

Perché dovrei cercare qualcosa di più?

Ed è qui che emerge una contraddizione.

Nei videogiochi vogliamo ottenere tutto.

Vogliamo il massimo.

Vogliamo completare il livello.

Vogliamo il bottino pieno.

Nella vita, invece, spesso ci fermiamo molto prima.

Ci accontentiamo di ciò che funziona.

E a volte questo atteggiamento viene persino confuso con una forma di virtù.

“Io non sono egoista. Mi accontento.”

Ma essere egoisti e cercare di diventare esseri umani più consapevoli non sono affatto la stessa cosa.

E se anche accontentarsi fosse una forma di egoismo?

Qui voglio provocarti.

Se la tua vita va abbastanza bene, se la tua famiglia sta bene, se il tuo compagno o la tua compagna stanno bene, se tutto sommato riesci a vivere senza grandi problemi…

perché dovresti fare di più?

Perché dovresti lavorare ancora su te stesso?

Perché dovresti cercare di diventare una versione più consapevole di te?

“Va bene così.”

Ma dove finisce l’accontentarsi e dove inizia l’egoismo?

Potrebbe sembrare un altro paradosso.

Perché l’egoista fa tutto per se stesso.

Mentre un essere umano consapevole potrebbe fare molto di più proprio perché ciò che sviluppa dentro di sé può diventare utile anche agli altri.

Quindi forse la questione non è semplicemente:

“Faccio qualcosa per me o per gli altri?”

La domanda potrebbe essere:

“Quanto di ciò che potrei diventare potrebbe essere utile anche agli altri?”

Sei un 6 o sei un 9?

Pensa al famoso esempio del 6 e del 9.

Una persona guarda da una parte e vede un 6.

Un’altra guarda dalla parte opposta e vede un 9.

Chi ha ragione?

Entrambe.

Il numero non è necessariamente cambiato.

È cambiata la prospettiva.

E la prospettiva cambia davvero tanto.

Proprio come cambia la consapevolezza.

Le due cose, in qualche modo, viaggiano quasi insieme.

Per questo potresti chiederti:

Sei un 6 o sei un 9?

Sei egoista in un modo?

Oppure sei egoista nell’altro?

E soprattutto:

sei sicuro che il modo in cui stai guardando la tua vita sia l’unico possibile?

Le domande che danno fastidio

Tutte queste domande hanno una caratteristica particolare.

Creano consapevolezza.

E creare consapevolezza non è sempre piacevole.

Anzi, a volte è persino antipatico.

Potresti aver provato questa sensazione proprio mentre leggi queste parole.

Potresti aver pensato:

“Ma cosa sta dicendo?”

“Io non sono così.”

“Io sono già consapevole.”

E magari anche:

“Io non sono egoista.”

È una reazione assolutamente normale.

Perché quando una domanda mette in discussione il modo in cui abbiamo imparato a vedere noi stessi, la prima cosa che facciamo è spesso difendere la nostra identità.

Se mi considero una persona consapevole, non voglio sentirmi dire che forse non lo sono abbastanza.

Se mi considero una persona altruista, non voglio sentirmi dire che forse c’è una forma di egoismo anche nel mio modo di vivere.

Ma attenzione.

Non sto dicendo che sei egoista.

Sto facendo una domanda.

E proprio le domande, quando diventano profonde, possono portarci in territori che normalmente evitiamo.

Ed è qui che torna il nostro 6 o 9.

Una persona guarda da una parte e vede un 6.

Un’altra guarda dalla parte opposta e vede un 9.

Chi ha ragione?

Entrambe.

Il numero non è necessariamente cambiato.

È cambiata la prospettiva.

Il passato continua a guidare il presente

Hai sentito parlare mille volte del qui e ora.

Ma razionalizzare il presente non è affatto facile.

E soprattutto non è automatico.

Semmai è il contrario.

Molto spesso interpretiamo ciò che accade oggi attraverso ciò che abbiamo imparato ieri.

Le esperienze passate.

Le convinzioni.

Le paure.

Le abitudini.

Le persone che abbiamo incontrato.

Le cose che ci sono state dette.

Tutto questo continua a partecipare alla costruzione del nostro presente.

E così rischiamo di vivere oggi utilizzando una mappa costruita nel passato.

La consapevolezza non cancella il passato

Come Funzioni® è un percorso al presente.

Non ti chiede di dimenticare il passato.

E non ti chiede di precluderti il futuro.

Ti invita piuttosto a sviluppare una visione più chiara di ciò che sta accadendo adesso.

Perché a volte ciò che è ovvio viene continuamente oscurato dalle comunicazioni, dalle convinzioni e dalle interpretazioni che arrivano proprio dalle persone e dagli ambienti più vicini a noi.

La consapevolezza non significa quindi cancellare ciò che sei stato.

Significa poter osservare ciò che sei senza essere costantemente trascinato da ciò che sei stato.

La porta devi attraversarla tu

C’è una cosa che nessuno può fare al posto tuo.

Scegliere.

Nessuno può decidere quando è arrivato il momento di guardarti dentro con maggiore consapevolezza.

Può spiegarti.

Può mostrarti.

Può farti delle domande.

Può accompagnarti fino alla porta.

Ma attraversarla è una tua scelta.

E quella scelta non deve necessariamente arrivare da un momento difficile.

Può nascere da una domanda.

Da una curiosità.

Dal desiderio di capire meglio chi sei.

Dalla voglia di stare meglio.

Dal desiderio di esprimere più pienamente ciò che puoi essere.

A volte iniziamo questo viaggio perché qualcosa dentro di noi non funziona più come vorremmo.

Altre volte perché, semplicemente, sentiamo che possiamo vivere meglio di come stiamo vivendo.

In entrambi i casi, il punto non è da dove parti.

Il punto è scegliere di iniziare a guardare.

Perché quando inizi a vedere la consapevolezza non come qualcosa di riservato a chi è in difficoltà, ma come uno strumento per conoscere, comprendere e sviluppare te stesso, quella porta assume un significato completamente diverso.

Non è una porta che attraversi perché sei perso.
È una porta che puoi scegliere di attraversare perché vuoi vedere cosa c’è dall’altra parte.

Il Mind Editor: dalla consapevolezza alla pratica

Ed è proprio qui che entra in gioco il Mind Editor.

La consapevolezza, da sola, non dovrebbe rimanere soltanto una conoscenza.

Deve poter diventare pratica.

Deve poter entrare nelle tue decisioni, nei tuoi comportamenti, nelle tue emozioni e nel modo in cui interpreti ciò che ti accade.

Il Mind Editor è il metodo che ti permette di mettere in pratica la consapevolezza che hai sviluppato e di lavorare verso un maggiore allineamento delle quattro dimensioni.

Non per diventare perfetto.

Non per vivere senza difficoltà.

Ma per avvicinarti a quella sensazione in cui pensiero, emozione, spirito e corpo iniziano a parlare una lingua più simile.

E forse è proprio lì che scopri qualcosa di importante.

Che quel benessere che hai provato qualche volta nella tua vita non era necessariamente un caso.

Potresti imparare a riconoscerlo.

E, con consapevolezza, anche a orientarlo.

E adesso la domanda è per te

Quante parti di te stanno vivendo davvero la stessa vita?

Il tuo pensiero dice una cosa.

Le tue emozioni ne dicono un’altra?

La tua volontà profonda è ancora quella che stai seguendo?

Il tuo corpo sta andando nella direzione che hai scelto?

E soprattutto:

quanto di ciò che fai ogni giorno nasce davvero da una tua scelta consapevole?

Forse non devi trovare subito tutte le risposte.

Forse, per iniziare, è sufficiente avere il coraggio di continuare a farti le domande.

Perché la consapevolezza, spesso, inizia proprio lì.


Hai sentito che questo articolo parlava anche di te?

Forse non è un caso.

Ogni giorno prendiamo decisioni senza renderci conto di quali convinzioni, paure e automatismi le stiano guidando.

Il Metodo Come Funzioni® nasce proprio per aiutarti a comprendere questi meccanismi e trasformarli in una nuova consapevolezza.

🎥 Se desideri fare il primo passo, puoi richiedere gratuitamente una Sessione di Consapevolezza di 60 minuti.

Durante l’incontro analizzeremo insieme alcuni dei principali condizionamenti che oggi influenzano le tue scelte.

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Perché conoscere una parte di te è importante.
Ma iniziare ad allineare ciò che sei può cambiare il modo in cui vivi.

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