Ci sono momenti in cui desiderare qualcosa è già piacevole.

Non l’hai ancora raggiunta, eppure inizi a immaginarla.

Pensi a come sarebbe realizzare quel progetto, cambiare lavoro, acquistare quella casa o raggiungere un traguardo che fino a poco tempo prima sembrava lontano.

Quell’immagine accende qualcosa dentro di te.

Ti dà energia, orienta la tua attenzione e rende più sopportabili anche gli ostacoli.

Perché il desiderio non è soltanto ciò che vuoi ottenere.

È la piacevole tensione tra il punto in cui ti trovi e quello in cui senti di poter arrivare.

Quando il desiderio diventa realtà

Poi, un giorno, raggiungi il traguardo.

Ottieni la promozione.

Entri nella casa che desideravi.

Concludi quel progetto.

Vedi finalmente realizzata un’idea alla quale hai dedicato mesi o anni.

L’appagamento può essere enorme. Ma, dopo qualche tempo, ciò che hai raggiunto entra a far parte della tua normalità e comincia inevitabilmente a perdere una parte del valore che gli avevi attribuito.

Pensa a un paio di scarpe che desideri particolarmente.

Prima di acquistarle le guardi, immagini come ti staranno e non vedi l’ora di poterle indossare.

Quando finalmente le compri, fai attenzione a ogni dettaglio.

Le indossi con cura.

Eviti di sporcarle.

Le slacci prima di toglierle e le rimetti perfettamente al loro posto.

Poi passa il tempo.

Quelle stesse scarpe diventano normali.

Continui a usarle e magari continuano anche a piacerti, ma non producono più la stessa emozione. Un giorno inizi persino a sfilarle senza slacciarle.

Le scarpe non sono cambiate.

È cambiato il valore che la tua mente attribuisce loro.

Ciò che prima era lontano, immaginato e desiderato è diventato disponibile, conosciuto e abituale.

Qualcosa di simile può accadere anche nelle relazioni.

Quando ci innamoriamo di una persona e il rapporto non è ancora iniziato, il desiderio può essere fortissimo.

Aspettiamo un messaggio.

Ripensiamo a uno sguardo.

Immaginiamo come sarebbe condividere la nostra vita con quella persona.

Quando il sentimento viene ricambiato e quella presenza entra nella nostra quotidianità, con il tempo può perdere parte dell’intensità emotiva che aveva all’inizio.

Non è necessariamente la persona ad aver perso valore.

Siamo noi che rischiamo di non percepirlo più con la stessa forza, perché ciò che prima era incerto, lontano e desiderato è diventato presente, sicuro e abituale.

Ed è proprio qui che una relazione si distingue da un oggetto.

Una persona non dovrebbe essere semplicemente conquistata e poi data per scontata. La relazione deve essere osservata, curata e continuamente riscoperta.

Perché l’amore non può vivere soltanto del desiderio per ciò che ancora non abbiamo.

Quando il desiderio cambia, devono entrare in gioco la presenza, l’attenzione e la consapevolezza del valore di ciò che abbiamo accanto.

Questo accade anche con traguardi molto importanti.

Una volta raggiunti possono continuare a essere utili, belli e significativi, ma perdono progressivamente quella forza emotiva che possedevano quando rappresentavano ancora qualcosa da conquistare.

Quel desiderio specifico non esiste più perché la distanza tra te e ciò che volevi è scomparsa.

Il desiderio ha compiuto la sua funzione: ti ha trasportato fino alla meta.

Il desiderio guarda alla meta. Il viaggio accade nel presente

Il desiderio è rivolto al futuro.

È l’immagine di te che raggiungi quella vetta, realizzi quel progetto o vivi finalmente ciò che oggi puoi soltanto immaginare.

Il viaggio è qualcosa di diverso.

È ciò che stai vivendo adesso mentre ti avvicini al risultato.

Molte persone sono così concentrate sulla meta da rimandare ogni forma di soddisfazione al giorno in cui riusciranno a raggiungerla. Non si accorgono che, durante il percorso, stanno già ottenendo qualcosa.

Un problema che finalmente riesci a risolvere.

Una paura che affronti.

Una capacità che prima non avevi.

Un piccolo risultato che dimostra che stai avanzando.

Questi momenti non sono ancora la realizzazione del desiderio. Sono traguardi intermedi, risultati concreti che possono darti soddisfazione e farti godere il percorso, anche quando rimane difficile.

Immagina di voler raggiungere la cima di una montagna.

Il desiderio nasce dall’idea di arrivare lassù.

Il piacere del viaggio, invece, può arrivare quando ti volti e scopri quanta strada hai già percorso, quando superi un tratto che credevi troppo difficile o quando davanti a te appare un panorama che dal punto di partenza non potevi vedere.

Sono due sensazioni differenti, ma possono convivere.

Puoi continuare a desiderare la vetta e, nello stesso tempo, riconoscere il valore di ogni passo avanti.

Questo non significa che la meta debba rimanere irraggiungibile.

Gli obiettivi devono poter essere raggiunti.

È la tua visione che deve essere abbastanza ampia da continuare a generare nuove direzioni.

Prima della chiarezza viene il tempo

Spesso diciamo di non sapere cosa vogliamo.

Ma quanto tempo ci concediamo realmente per scoprirlo?

Viviamo immersi negli impegni, nel rumore, nelle necessità quotidiane e nelle aspettative degli altri. Corriamo così tanto da rischiare di inseguire desideri che non abbiamo scelto noi.

Per fare chiarezza serve tempo.

Tempo per fermarti, ascoltarti e comprendere che cosa ti attrae davvero.

Se non ti concedi questo spazio, difficilmente potrai costruire un progetto autentico. Continuerai a reagire a ciò che accade, invece di scegliere la direzione della tua vita.

Da qui nasce un percorso preciso:

Tempo. Chiarezza. Progetto. Desiderio. Pianificazione. Disciplina.

Il tempo crea lo spazio necessario per fare chiarezza.

La chiarezza ti permette di individuare un progetto.

Quando quel progetto ti appartiene davvero, puoi innamorartene e trasformarlo in un desiderio capace di muoverti.

A quel punto devi pianificarlo e iniziare a costruirlo.

Il desiderio è la miccia. Ma cosa mantiene acceso il fuoco?

Immagina una persona che desidera avviare una propria attività.

All’inizio non vede soltanto un’azienda. Immagina la libertà, le persone che potrà aiutare, la soddisfazione del primo cliente e la sensazione di aver creato qualcosa che prima non esisteva.

Quell’immagine la attrae.

Per questo riesce ad alzarsi prima, studiare, organizzarsi e continuare anche quando i risultati non arrivano immediatamente.

Il desiderio, però, non elimina tutte le difficoltà.

Ci saranno giorni in cui l’entusiasmo diminuirà, gli imprevisti aumenteranno e il risultato sembrerà ancora lontano.

È lì che entra la disciplina.

Il desiderio non sostituisce la disciplina. Le dà una ragione.

Quando non sei realmente attratto da ciò che stai costruendo, la disciplina viene vissuta come un’imposizione: devi costringerti continuamente ad andare avanti.

Quando invece senti che quel progetto ti appartiene, la costanza diventa più naturale.

La fatica non scompare, ma cambia significato.

Non stai più facendo uno sforzo senza sapere perché. Stai attraversando una parte del percorso che ti conduce verso qualcosa che senti profondamente tuo.

E dopo aver raggiunto la vetta?

Non devi cercare immediatamente un altro traguardo per paura di fermarti.

Prima devi riconoscere ciò che hai realizzato.

Godertelo.

Comprendere come quella conquista ti abbia cambiato.

Solo allora potrai guardare nuovamente avanti e lasciare che nasca una nuova direzione.

Non si tratta di vivere in uno stato di insoddisfazione permanente.

Si tratta di comprendere che il desiderio è una delle forze che mantengono viva la nostra capacità di immaginare, creare e crescere.

Ogni traguardo raggiunto non rappresenta necessariamente la fine del viaggio.

Può diventare il punto dal quale riesci a vedere una vetta che prima non potevi nemmeno immaginare.

Dal desiderio all’azione: che cos’è MIND EDITOR?

Il Metodo Come Funzioni® non parte dal tentativo di modificare immediatamente i tuoi comportamenti.

Prima viene un percorso di consapevolezza, attraverso il quale impari a conoscere il funzionamento della tua mente, a riconoscere i paradigmi che ti condizionano e a osservare gli automatismi che influenzano le tue decisioni.

Perché non puoi modificare qualcosa che non hai ancora imparato a vedere.

È dopo questo percorso che entra in gioco MIND EDITOR, la fase operativa del Metodo Come Funzioni®.

MIND EDITOR nasce per trasformare ciò che hai compreso in osservazione, scelta e azione.

Il percorso può essere sintetizzato in quattro passaggi:

Conosci. Osserva. Edita. Allinea.

Conosci il tuo funzionamento.

Osserva ciò che accade dentro di te quando devi agire.

Edita la risposta automatica che continua a portarti nella direzione sbagliata.

Allinea le tue azioni alla persona che vuoi diventare e al progetto che desideri realizzare.

Non significa cancellare il passato o convincerti che tutto sia facile.

Significa riconoscere il momento in cui una paura, una convinzione o un vecchio paradigma stanno per prendere nuovamente il controllo, creare uno spazio e scegliere una risposta differente.

È qui che il desiderio smette di essere soltanto un’immagine piacevole e comincia a trasformarsi in realtà.

Non basta chiederti che cosa vuoi ottenere.

Devi comprendere come devi funzionare per costruirlo, raggiungerlo e sostenerlo.

Il tempo ti permette di fermarti.

La chiarezza ti dà una direzione.

Il progetto dà una forma al tuo desiderio.

La pianificazione costruisce la strada.

La disciplina ti permette di continuare a percorrerla.

E tutto può iniziare da una domanda molto semplice:

Qual è la più piccola azione che posso compiere oggi verso ciò che desidero?

Hai sentito che questo articolo parlava anche di te?

Forse non è un caso.

Ogni giorno prendiamo decisioni senza renderci conto di quali convinzioni, paure e automatismi le stiano guidando.

Il Metodo Come Funzioni® nasce proprio per aiutarti a comprendere questi meccanismi e trasformarli in una nuova consapevolezza.

🎥 Se desideri fare il primo passo, puoi richiedere gratuitamente una Sessione di Consapevolezza di 60 minuti.

Durante l’incontro analizzeremo insieme alcuni dei principali condizionamenti che oggi influenzano le tue scelte.

👉 Richiedi la tua Sessione di Consapevolezza gratuita su www.stefanopoggi.com/prenota-una-consulenza-gratuita

0
0
Carrello
Il tuo carrello è vuotoRitorna al negozio
PANORAMICA

Questo sito web utilizza i cookies per consentirci di offrire la migliore esperienza utente possibile. Le informazioni sui cookies sono memorizzate nel tuo browser ed hanno la funzione di riconoscerti quando ritorni sul nostro sito web, aiutandoci a capire quali sezioni del sito web trovi più utili e interessanti.

L'utente può abilitare o disabilitare i cookies modificando le impostazioni presenti in questo modulo.