Se ti chiedessi di raccontarmi la tua vita, da dove cominceresti?

Probabilmente da qualcosa che ti ha segnato. Un incontro, una perdita, un successo, una delusione. Momenti nei quali hai provato così tanto da ricordare ancora dove ti trovavi e che cosa sentivi.

Ma tra quei momenti?

Tra il giorno in cui hai deciso di cambiare e quello in cui ci sei riuscito. Tra il desiderio di incontrare qualcuno e l’inizio di una relazione. Tra la partenza e il traguardo.

Come hai vissuto tutto ciò che c’era nel mezzo?

È una domanda importante, perché possiamo dare così tanto valore a ciò che vogliamo raggiungere da considerare il resto soltanto un’attesa.

Eppure, mentre aspettiamo di arrivare, la nostra vita sta già accadendo.

Vivere il presente significa riconoscere valore anche a ciò che costruiamo mentre cerchiamo di raggiungere i nostri obiettivi.

Quando il risultato diventa il permesso di stare bene

«Quando cambierò lavoro, sarò più sereno.»

«Quando incontrerò la persona giusta, mi sentirò completo.»

«Quando avrò raggiunto quel risultato, potrò finalmente godermela.»

Forse ti sei detto qualcosa di simile.

Avere un desiderio può darci una direzione. Il problema nasce quando gli affidiamo anche il compito di rendere significativa tutta la nostra esistenza.

Da quel momento, quello che viviamo prima sembra valere meno.

Pensa a una persona che vuole cambiare lavoro.

Prepara il curriculum, invia candidature, segue un corso. Si impegna davvero. Ma ogni sera misura la giornata attraverso una sola domanda:

«Mi ha risposto qualcuno?»

Se la risposta è no, sente di non aver concluso niente.

Eppure quel giorno potrebbe aver imparato a presentare meglio le proprie competenze, superato la paura di telefonare a un’azienda o scoperto un’attività alla quale non aveva mai pensato.

Sono cambiamenti reali. Ma finché considera importante soltanto l’assunzione, fatica a riconoscerli.

Continua a pensare che la sua vita potrà migliorare dopo.

Nel frattempo, come sta vivendo?

La vetta è un punto. La salita è un’esperienza

Immagina di voler raggiungere una vetta.

Ti prepari, organizzi il percorso, inizi a camminare. Durante la salita impari a gestire le forze, riconosci i tuoi limiti, scopri quando fermarti e quando puoi fare ancora un passo.

Incontri qualcuno. Attraversi un tratto che ti sembrava troppo difficile. Ti accorgi di un paesaggio che dalla partenza non potevi vedere.

Poi arrivi.

La soddisfazione è intensa. Finalmente sei nel punto che avevi immaginato.

Ma quanto dura quel momento rispetto a tutto ciò che hai vissuto per raggiungerlo?

Se attribuisci valore soltanto alla vetta, la salita diventa un ostacolo da superare il più velocemente possibile. Se osservi ciò che accade mentre sali, scopri che una parte importante dell’esperienza è già lì.

Questo non rende meno bello arrivare.

Ti permette di riconoscere anche ciò che stai vivendo e diventando lungo il percorso.

La relazione che cerchi e la vita che stai costruendo

Pensa ora a una persona che desidera una compagna con cui condividere la vita.

Conosce qualcuno e comincia subito a domandarsi se sarà la persona giusta. Ogni messaggio diventa un segnale da interpretare. Ogni incontro deve avvicinarlo al risultato che aspetta.

Se la conoscenza si interrompe, sente di essere tornato al punto di partenza.

Intanto continua a rimandare altre cose.

Un viaggio che vorrebbe fare. Un interesse da coltivare. Il piacere di rendere accogliente la propria casa. Si ripete che certe esperienze avranno senso quando ci sarà qualcuno con cui condividerle.

Il desiderio di una relazione è comprensibile. Ma quanto spazio sta lasciando alla vita che ha già?

Potrebbe iniziare a coltivare le proprie amicizie, conoscere ambienti nuovi, imparare ad ascoltare senza cercare subito conferme. Potrebbe osservare come reagisce a un rifiuto e quali aspettative porta negli incontri.

Non sarebbe soltanto una preparazione alla relazione futura.

Sarebbe già un modo diverso di vivere il presente.

E se incontrasse qualcuno, avrebbe esperienze, interessi e una maggiore conoscenza di sé da portare nel rapporto.

La persona che desidera incontrare conta. Conta anche la persona che lui sta diventando mentre la cerca.

Il giardino e le farfalle

Immagina di trascorrere le tue giornate inseguendo una farfalla.

La vedi, corri, allunghi la mano. Quando si allontana, tutta la tua attenzione si sposta ancora più avanti. Quello che hai intorno diventa soltanto lo spazio da attraversare per raggiungerla.

Ora immagina di dedicarti a un giardino.

Prepari il terreno, scegli che cosa piantare, impari di quanta acqua e luce hanno bisogno le piante. Qualcosa cresce, qualcosa richiede più cura, qualcosa va ripensato.

Giorno dopo giorno, quel luogo prende forma.

Mentre lo costruisci, lo stai già vivendo.

Ti siedi all’ombra di ciò che hai piantato. Condividi quel posto con qualcuno. Ti accorgi di un cambiamento che il giorno prima non c’era.

Le farfalle potrebbero arrivare. Il loro arrivo sarebbe una gioia.

Ma anche se tardassero, il giardino avrebbe già valore.

Nella tua vita, quel giardino sei anche tu: ciò che coltivi, le relazioni di cui ti prendi cura, le capacità che sviluppi, il modo in cui impari a stare con te stesso e con gli altri.

Costruirlo non garantisce che ogni desiderio si realizzerà. Ti permette però di creare qualcosa che abbia significato mentre continui a desiderare.

Vivere il presente mentre costruisci il futuro

Come puoi capire se stai coltivando il tuo giardino oppure vivendo soltanto nell’attesa delle farfalle?

Osserva che cosa riconosci alla fine di una giornata.

Vedi esclusivamente ciò che ancora manca? Oppure riesci a riconoscere anche un passo compiuto, una conversazione vissuta con attenzione, una difficoltà affrontata diversamente?

L’equilibrio riguarda anche questo: mantenere una direzione senza lasciare che il traguardo occupi tutto il valore della tua esperienza.

Ci saranno giornate faticose, risultati che tardano, passi indietro. Dare valore al percorso significa poterli osservare e chiederti che cosa comprendere, correggere o continuare a costruire.

Il Metodo Come Funzioni® accompagna questa osservazione. Aiuta a fare chiarezza sui meccanismi che influenzano pensieri, emozioni e comportamenti, così da comprendere meglio la direzione delle proprie scelte.

Il Mind Editor permette di applicare ciò che hai compreso nelle situazioni quotidiane, trasformando la consapevolezza in un lavoro concreto su di te.

Anche questo lavoro accade nel mezzo: nelle risposte che impari a scegliere, nelle abitudini che osservi, nelle azioni alle quali dai continuità.

Che cosa stai costruendo mentre cerchi?

Il prossimo risultato potrà essere importante. Potrà emozionarti e aprire possibilità nuove.

Intanto ci sono le giornate che stai attraversando per raggiungerlo.

Quanto spazio stai dando alle persone, alle esperienze e alla crescita che possono trovare posto proprio qui?

Il risultato che desideri può dare una direzione alla tua vita. Ciò che costruisci ogni giorno le dà sostanza.

Mentre cerchi le tue farfalle, come stai coltivando il tuo giardino?

Hai sentito che questo articolo parlava anche di te?

Forse non è un caso.

Ogni giorno prendiamo decisioni senza renderci conto di quali convinzioni, paure e automatismi le stiano guidando.

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